☛ Un po’ di buoni motivi

Innanzitutto…

Cos’é per me IL PORTICO?
Per me IL PORTICO é la prova che la soldiarietà si può praticare tutti i giorni, condividendola col prossimo, dando quel che si può e ricevendo in cambio moltissimo.
Vivere assieme a IL PORTICO mi ha insegnato che etnia, opinioni politiche, credenze religiose, età, sesso, condizioni psichiche e fisiche non sono ostacoli o limiti, ma differenze: solo vivendo a contatto con le differenze si può capirle, e allo stesso tempo capire meglio chi sei.
Amo IL PORTICO perché permette alle persone di esprimersi e di tirare fuori se stessi per intero, le parti più gradevoli e quelle più sgradevoli, senza il timore di pregiudizi e tantomeno di giudizi. Dentro al Portico si é quel che si é, e questo é già il miglior motivo per condividere e stare in compagnia.

La prima volta non si scorda mai
La primissima volta al Portico é stato assieme a Giorgio Gozzo: eravamo compagni di classe in 1° e 2° superiore, e la sua famiglia é tuttora una delle pietre miliari della storia dell’associazione. Così, una volta ci sono andato assieme a lui, tanto per vedere un posto nuovo. Ma il primo vero ricordo é questo: assieme a lui e a Filippo Perin abbiamo lavorato un po’ per fare il fondo della sala prove (che ora funziona a tutta manetta): carriole e carriole riempite di sassi e poi svuotate nella voragine che ora è un pavimento! Era estate e faceva un gran caldo, c’erano anche Pio Mason e Paolo Rizzato (i due operatori storici dell’associazione) a sovraintendere ai lavori. Ricordo chiaramente che tornando a casa in bici ero davvero contento: un pomeriggio con amici a fare qualcosa di tangibile e utile!

Una cosa che pochi sanno…
Nel 2007 ho sofferto di depressione. Eh già, pure io! E’ cominciato tutto con un bruttissimo attacco di panico a inizio anno e me la sono portata dietro per 12 mesi pieni pieni. La depressione é una malattia vera e propria, ma non ho voluto medicine. Però sono andato da un bravo psicoterapeuta (Paolo) per una decina di mesi. Piano piano piano la depressione se ne é andata ed ora è un ricordo. E’ stato in quei mesi che ho capito la necessità di posti come IL PORTICO: dentro stavo male come non augurerò mai a nessuno di stare, al Portico ho avuto modo di ritrovarmi, ricompormi, rasserenarmi, cogliere il senso più profondo del perché bisogna essere grati di alzarsi la mattina e di quanto le relazioni umane siano la migliore cura ad ogni male. Il Portico mi ha dato una certezza: che, comunque sia, in giro c’é qualcun altro e questo basta per avere fiducia nell’oggi e nel domani. Almeno questo é quello che ho imparato io, e che oggi è la mia fede.

Il mio impegno per IL PORTICO
Ormai tra un giro in bici e una riunione, é da una decina d’anni che frequento il Portico, inizialmente per svago, poi come volontario.
Oggi ci passo molto tempo: tra una visita per salutare, le riunioni delle commissioni associative in cui sono entrato, il coinvolgimento in alcuni progetti associativi e il tempo da dedicare all’associazione CATARSI (figlia del Portico e “sezione giovanile” per i volontari), sono un bel po’ di ore alla settimana.
Per ridere, a volte dico che é il mio lavoro part time! :)
Quest’anno ho avuto l’onore (perché si vive anche di soddisfazioni!) di venire eletto membro del Consiglio Direttivo dell’associazione: per me significa molto, é una grande soddisfazione sapere che tante persone ripongono in me la loro fiducia, e trovo che le nostre lunghe riunioni mensili siano un momento davvero formativo e incisivo per un giovane! Lo consiglio a tutti: candidatevi! :D

Come si diceva prima…“Nutri le cose che ami”! E in quest caso, vi chiedo di farlo in molti, e di nutrire assieme qualcosa che amo con tutto il cuore!

E ora vorrete sapere…come te lo facciamo questo regalo? Ecco il metodo!

AVANTI
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